Archivi Mensili: dicembre 2013

Cuperlo scrive a Letta

presidente_cuperlo_pd“Caro Enrico, mi rivolgo a te dopo avere visitato nella mattinata di ieri il CIE di Ponte Galeria a Roma dove quindici immigrati, tunisini e marocchini, sono da tre giorni in sciopero della fame e si sono cuciti le labbra in segno di protesta per la durata e le condizioni della loro detenzione”.
Lo ha scritto il presidente dell’Assemblea nazionale del Pd, Gianni Cuperlo, in una letetra indirizzata al presidente del Consiglio, Enrico Letta.

“Come sai in queste stesse ore il nostro giovane collega Khalid Chaouki – si legge nella lettera – si è auto-recluso nel CIE di Lampedusa e non intende recedere dalla sua protesta fintanto che il governo non assumerà la decisione operativa di trasferire le donne e gli uomini trattenuti da mesi nel Centro presso le strutture dei CARA attrezzati all’ospitalità dei richiedenti asilo”.
“Conosco l’attenzione che tu in prima persona, la ministra Kyenge e il vice-ministro Bubbico state dedicando all’emergenza drammatica dei Centri di identificazione, ma la condizione disumana della permanenza in queste strutture impone di accelerare i tempi per una soluzione definitiva del problema”.

“La previsione di 18 mesi di sostanziale “reclusione” per cittadini che quasi sempre non conoscono le ragioni della loro condizione di detenuti, la inattività forzosa alla quale sono costretti, i requisiti igienico-sanitari del tutto inadeguati configurano una grave violazione della dignità di centinaia di persone e ciò rappresenta una macchia sulla reputazione e sulla credibilità dell’Italia nonostante il lavoro quasi sempre generoso e al limite del sacrificio di tante operatrici e operatori impegnati 24 ore su 24 ad alleviare la sofferenza degli immigrati”. Continua a leggere

Auguri dal Circolo Amendola

BuoneFesteAuguri dal Circolo Amendola

Parola di don Gallo

A chi incontro per strada non chiedo se è di destra o di sinistra, se è gay o eterosessuale, se ha studiato o no. A qualcuno potrò magari insegnare l’italiano, loro mi insegnano la vita.
cit. don Andrea Gallo

 

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Parola di Enrico

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Non dobbiamo mai perdere la speranza di un futuro più bello e più giusto per il nostro Paese. Tenere viva questa speranza è compito anzitutto nostro.
Enrico #Berlinguer, discorso a Piazza San Giovanni, giugno 1976

Fonte: www.enricoberlinguer.it

Renzi: “Abbiamo l’ultima occasione per cambiare l’Italia”

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“Il messaggio che ci hanno consegnato le primarie del Pd è che abbiamo l’ultima occasione per cambiare l’Italia. Se non lo facessimo saremmo dei codardi e dei vigliacchi e io non voglio vergognarmi davanti ai miei figli, per questo lo faremo”.
Così il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha concluso l’intervista da Fabio Fazio a Che tempo che fa.

Un colloquio durante il quale il leader democratico ha toccato tutti i temi all’ordine del giorno, a partire dal piano per il lavoro, che il Partito democratico presenterà a gennaio, a proposito del quale Renzi ha ribadito l’invito ad uscire dal dibattito sull’articolo 18. “La discussione solo articolo 18 sì o no ci riporta alla casella di partenza. Non è importante un articolo, ma semplificare per dare garanzie a tutti e per favorire gli investimenti, ad esempio con sgravi fiscali per chi assume”.

“Il contratto unico – ha spiegato il segretario del Pd – vuol dire che dopo un periodo di prova, hai un contratto a tempo indeterminato”.
“Inoltre – ha aggiunto – vanno garantiti tutti quelli che perdono il lavoro, con un sussidio unico per due anni, offrendo nel frattempo formazione professionale. Ma per dare garanzie a tutti bisogna cambiare radicalmente l’impostazione avuta fino ad oggi”. Continua a leggere

fonte Partito Democratico

Quando un sogno divenne riscatto e realtà

22 Dicembre 1947 – 2013

Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione. cit. Calamandrei

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66 anni fa, l’Assemblea Costituente approva la Costituzione della Repubblica Italiana con 453 voti favorevoli e 62 contrari.

La Costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé.
La Costituzione è un pezzo di carta, la lascio cadere e non si muove: perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile; bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità.
Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. È un po’ una malattia dei giovani l’indifferentismo. «La politica è una brutta cosa. Che me n’importa della politica?».
Quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina che qualcheduno di voi conoscerà: di quei due emigranti, due contadini che traversano l’oceano su un piroscafo traballante.
Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime, che il piroscafo oscillava.
E allora questo contadino impaurito domanda ad un marinaio: «Ma siamo in pericolo?» E questo dice: «Se continua questo mare tra mezz’ora il bastimento affonda».
Allora lui corre nella stiva a svegliare il compagno. Dice: «Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare il bastimento affonda».
Quello dice: «Che me ne importa? Unn’è mica mio!». Questo è l’indifferentismo alla politica.
È così bello, è così comodo! è vero? è così comodo! La libertà c’è, si vive in regime di libertà.
C’è altre cose da fare che interessarsi alla politica! Eh, lo so anche io, ci sono… Il mondo è così bello vero? Ci sono tante belle cose da vedere, da godere, oltre che occuparsi della politica! E la politica non è una piacevole cosa.
Però la libertà è come l’aria.
Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai.

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei, nel salone degli Affreschi della Società Umanitaria,  il 26 gennaio 1955,  in occasione dell’inaugurazione di un ciclo di sette conferenze sulla Costituzione italiana.

Scarica, leggi e diffondi la Carta Costituzionale

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

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Ddl Province, ok della Camera tra urla e tensioni

Via libera dell’aula della Camera al ddl province. I sì sono stati 277, i no 11, gli astenuti 7. Hanno votato a favore Pd, Nuovo centrodestra, Scelta civica, Per l’Italia; contro Lega e Sel; M5S non ha partecipato al voto tentando di far scendere il numero legale, ma invece si va avanti.

Il ddl del ministro degli Affari regionali, Graziano Delrio, passerà all’esame del Senato. Se diventerà legge, i consigli provinciali diventeranno assemblee di sindaci (verranno eliminati stipendi a giunte e consiglieri), istituirà 9 città metropolitane e regolerà la fusione dei comuni.

«La Camera questa notte ha approvato il ddl di riordino delle città metropolitane, province, unioni e fusioni dei Comuni, che ora andrà al Senato», scrive su Facebook il ministro Delrio, che rivendica: «Il ddl  è passato con 277 sì dei deputati e delle deputate della maggioranza, 11 voti contrari, soprattutto Sel. Sono usciti dall’aula senza votare Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Lega Nord. Dopo tanti anni di attesa, un passo avanti enorme per semplificare i livelli amministrativi del paese ed essere più vicini a cittadini e imprese». Continua a leggere

Parola di Remo Bodei

L’ira va distinta dall’indignazione. la prima è di pancia e nasce dalla percezione di aver subito una violazione, mentre l’indignazione si lega a un senso di giustizia. cit. Remo Bodei

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Il bigliettino di uno studente e l’amore per le Istituzioni

Un ragazzo in visita alla Camera per il concerto di Natale, lascia un messaggio sul rispetto per la Camera a un deputato del PD, Michele Anzaldi, che gli risponde sul giornale Europa

Caro Pierfelice,

grazie per avermi lasciato la tua stimolante lettera e per i consigli da indirizzare alla presidente Laura Boldrini.

Ma su alcune cose, permettimi, non concordo neanche un po’. Mancanza di cultura e di sensibilità ce n’è tanta, è grave, certo, ma sarebbe davvero ingiusto e sbagliato ridurre tutta la questione alla differenza tra scuole private o pubbliche.
Piuttosto é un problema di educazione, di crescita alla luce di certi valori e anche di consapevolezza di quanto essi valgano e di quanti sacrifici, anche estremi, essi siano costati ai nostri avi.

Credimi, non sono, non possono essere i soldi la misura. Diceva don Milani «la povertà non si misura a pane, a casa, a caldo, ma sul grado della cultura e sulla funzione sociale».

Ricordo come fosse oggi il viaggio con mio padre nella Capitale, io di Palermo in visita ai palazzi della democrazia. Che emozione! I racconti di quegli uomini, anche solo la facciata del Palazzo, costruita per seguire la curva del terreno, per renderla più leggera alla vista. Un viaggio dentro la Storia, sì con la esse maiuscola. Continua a leggere

fonte Partito Democratico

Se si fosse votato col Mattarellum

Un’infografica di Repubblica simula la distribuzione dei seggi alla Camera con un altro sistema elettorale

Su Repubblica di oggi c’è una piccola infografica che mostra come si sarebbero distribuiti i seggi alla Camera se invece che con l’attuale sistema elettorale, il cosiddetto Porcellum, si fosse votato con quello che lo ha preceduto, il cosiddetto Mattarellum. Quel sistema fu approvato nel 1993 e deve il suo soprannome, inventato da Giovanni Sartori, al cognome del suo proponente, l’ex ministro democristiano Sergio Mattarella. Aveva qualche meccanismo complicato ma fondamentalmente assegnava i seggi per tre quarti con il maggioritario su collegi uninominali e per un quarto con il proporzionale (aveva poi uno strano e sbilanciato meccanismo per la tutela dei partiti minori, il famoso “scorporo”). Continua a leggere

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