Archivio autore: PD Olevano di Lomellina

Nuove infrastrutture: Lombardia cura di ferro

“Una cura del ferro per la Lombardia”: questo il titolo del convegno, organizzato dal Pd in Regione, che si terrà lunedì mattina a Palazzo Pirelli. L’evento offre un’importante occasione per confrontarsi con gli addetti ai lavori sul tema del trasporto pubblico regionale nel suo complesso e quindi del sistema ferroviario lombardo, dell’intermodalità ferro/gomma e del rapporto con il sistema metropolitano milanese alla luce anche della settimana turbolenta che va a concludersi.
Innanzitutto, per la mancata nomina del nuovo amministratore delegato di Trenord Cinzia Farisè per motivi ancora poco chiari. Nonostante le rassicurazioni di Maroni, sta di fatto che ancora una volta viene rimandata la nomina di un membro essenziale del consiglio di amministrazione dell’azienda regionale dei trasporti. Laconico il commento del capogruppo del Pd Enrico Brambilla: “La giunta Maroni è in confusione cronica su ogni fronte, così non può andare avanti a lungo. Il caso Trenord ne è un esempio lampante: quanto può stare un’azienda del genere senza l’amministratore delegato? È possibile continuare a lungo questo balletto? Maroni spieghi perché non si riesce a risolvere la questione, perché il trasporto ferroviario è strategico per la Lombardia e i pendolari si attendono un servizio efficiente ed adeguato”.
Un servizio ferroviario che continua ad essere sotto la sufficienza e che va in tilt nelle giornate di maltempo. Il caso della sala tecnologica di Melzo, letteralmente sott’acqua e con i monitor in panne, è la dimostrazione palese di quanto sia fragile l’intero sistema ferroviario in Lombardia. Inoltre, un piano di investimenti come quello presentato da Rfi in settimana, che punta sull’alta velocità, sembra farsi beffa dei tantissimi pendolari che ogni giorno attraversano con difficoltà la Regione in lungo e in largo per motivi di studio e di lavoro.
Lo dice chiaramente Jacopo Scandella: “Si investa anche sulle linee dei pendolari”. La loro condizione di viaggio è sempre più disagiata per il sommarsi dei ritardi ormai costanti e di un evidente peggioramento del materiale rotabile in termini di comfort, di pulizia e di sicurezza. Nel piano di investimenti di Rfi sono previsti 2 miliardi per la tratta ad alta velocità Treviglio – Brescia, mentre per i treni dei pendolari nulla. Maroni intervenga anche sui collegamenti non secondari su cui transitano passeggeri e merci che rappresentano il cuore del sistema produttivo lombardo, decisivi anche ai fini del buon esito di Expo 2015. Ma ad oggi zero risposte e solo treni sporchi e qualitativamente insufficienti”.

La diretta web sarà trasmessa anche su BlogDem

#nonsolofrecce

Riforma elettorale: Italicum

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Inaccettabile ogni tipo di violenza

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La vera Bolognina è quella di Renzi

Nel 1989 il Pci avrebbe dovuto ammettere che Craxi aveva ragione e che l’ideologia comunista non aveva più nulla da dire al secolo nuovo. È accaduto solo oggi, venticinque anni dopo

All’epoca dei fatti – l’autunno del 1989, venticinque anni fa – la “svolta” di Occhetto esplose nel Pci come una bomba termonucleare: per molti fu un lutto immedicabile, da cui non si sarebbero mai ripresi; per altri fu l’aprirsi di una speranza poi andata delusa; per molti altri (la maggioranza) fu un espediente necessario per continuare a far politica dopo il crollo del Muro di Berlino.

A 25 anni dalla caduta del Muro Berlino guida l’Europa
Oggi molte cose sono cambiate, e l’avvento di Renzi alla guida della sinistra italiana si può anche leggere come lo scioglimento definitivo, reale e irreversibile del Pci, e dunque come l’inveramento storico della “svolta”. Ma quel gesto improvviso (e l’anno e mezzo di discussioni laceranti che ne seguiranno) restano ancora nella memoria come un punto di non ritorno: una dissolvenza, una fine – sebbene Occhetto parlasse allora di “nuovo inizio”. Continua leggere

Scuola di formazione democratica

Carissime, Carissimi,
fare politica è una passione, ma è importante anche avere gli strumenti per saperla fare bene.
Parlare in pubblico, vincere le resistenze, sapere scrivere, la comunicazione verbale e non verbale, il dialogo strategico, come si comunica una riforma, le parole della politica, …

Questi sono solo alcuni dei contenuti della II edizione del corso “COSTRUIRE E AFFINARE LA COMUNICAZIONE POLITICA” che il Partito Democratico provinciale organizza, in collaborazione con la Palestra della Scrittura.

Il Corso sarà articolato in 8 moduli, per un totale di 12 sabati da 8 ore.

L’obiettivo è costituire un’aula da 15 partecipanti (numero target indicato dai Formatori), selezionati fra le richieste che ci perverranno. Ci rivolgiamo quindi a tesserati PD under 30, già attivi o intenzionati ad attivarti politicamente nel Partito Democratico Il costo, “politico”, sarà di 200,00 euro e sarà versato in qualità di contributo alle spese del corso.
Pensiamo possa essere utile un vostro coinvolgimento in tal senso, per cui se qualcuno di voi fosse interessato, in accordo con il circolo di appartenenza può concordare la partecipazione e la copertura del relativo costo “politico”.

Le candidature dovranno pervenire entro il 14 novembre al seguente indirizzo: comaschic@gmail.com e dovranno contenere oltre ai dati generali e un curricula allegato anche l’indicazione del circolo di appartenenza e le motivazioni personali alla partecipazione al corso.

Cordialmente

Emiliano Scolè
Responsabile Enti locali

scarica dettagli Corso di comunicazione3_Scheda 4-2

Parlare chiaramente

In Aula è andato il Ministro dell’Interno e ci andrà il Presidente del Consiglio. A loro spetta la responsabilità di illustrare i fatti. Già qualche settimana fa Letta ha chiesto a un ministro di farsi da parte. Sarà lui, che è il primo ministro, a decidere cosa sia più opportuno fare e se le spiegazioni offerte siano convincenti. Su questa partita aspettiamo cosa dirà Enrico Letta nella sede suprema, che è quella del Parlamento. Personalmente penso che in questi casi dire la verità sia l’arma più potente per un politico. Raccontare come sono andate le cose, assumersi le responsabilità, parlare con il linguaggio della chiarezza è un investimento di credibilità per l’oggi e per il domani. Sono certo che il nostro Presidente del Consiglio non mancherà di parlare chiaramente, qualunque strada decida di percorrere.
Così l’attuale premier quando c’era il premier di prima (il ministro è rimasto lo stesso). Tutto giusto, infatti ci saremmo aspettati che ieri Alfano spiegasse e, invece, si è concesso un intervento autocelebrativo senza rispondere – come gli è già capitato per il caso sopra richiamato – ad alcuna domanda. La mozione di sfiducia era scritta male e conteneva passaggi molto discutibili, ma ancora peggiore (anche perché inesistente) è stata la risposta di Alfano, che si è addirittura permesso di dire che non c’è alcuna discrepanza tra la versione di Zoro (per capirci) e la sua, nonostante le osservazioni di Carlo Bonini, tra le moltissime altre, dimostrassero esattamente il contrario. Per questo motivo, ho deciso di votare la sfiducia al ministro. Avevo atteso una settimana per conoscere l’opinione del premier in proposito, ma questa volta non ha avuto il risalto di quell’altra volta, diciamo così.

fonte http://www.ciwati.it

Consumo di suolo: in Commissione Agricoltura bypassati in diretta

Pubblicato in 5 novembre 2014 da Agostino Alloni

L’VIII Commissione Agricoltura del Consiglio regionale si è riunita questo pomeriggio con all’ordine del giorno il parere consultivo sulla legge sul consumo di suolo. Ma il provvedimento è già stato votato e approvato lunedì pomeriggio in V Commissione Territorio e al presidente dell’VIII non è rimasto che informare i consiglieri dello stralcio del punto dal programma della seduta di oggi.

Il presidente della V Commissione Territorio Sala si è arrogato il compito di decidere di votare il progetto di legge senza sentire il parere delle altre Commissioni. Non solo è un atteggiamento per nulla rispettoso di noi consiglieri, ma costituisce un pericoloso e grave precedente, perché a questo punto chiunque della maggioranza può agire in modo simile e saltare completamente il passaggio del confronto con l’opposizione.

Il presidente Fermi ha risposto alla protesta mia e degli altri colleghi di minoranza, ma in realtà non ha spiegato nulla dell’atteggiamento assolutamente inaccettabile della maggioranza che sostiene Maroni.

Su 400 emendamenti presentati, una parte potevano essere strumentali, volti a fare ostruzionismo, ma almeno un centinaio erano assolutamente cogenti, cioè entravano nel merito della legge e della Commissione, in quanto riguardavano proprio il pesante tema del consumo di suolo agricolo. Ricordo solo che dai dati Ersaf è emerso che, a partire dagli ultimi 13 anni, ogni giorno vengono sottratti, in Lombardia 112mila metri quadri di terreno. E che durante le audizioni i primi a bollare come disastroso il progetto di legge sono stati i costruttori dell’Ance. Insomma, quella che la maggioranza di centrodestra vuole votare è la pezza, che è molto, molto peggio del buco.

fonte http://www.blogdem.it

Le dieci proposte dei Giovani democratici che forzano la mano sul Pd

16410_854885971209913_1849003986745198404_nDiritti civili, immigrazione, temi etici e droghe leggere: l’iniziativa dei Gd prova a condurre su posizioni più avanzate il partito: «Il nostro decalogo per promuovere più giustizia e libertà»

Un programma in dieci punti, dieci proposte sulle quali i Giovani democratici raccoglieranno per sei mesi le firme attraverso iniziative pubbliche da organizzare in tutta Italia. Sono quelle presentate ieri a Roma dal segretario Andrea Baldini, in un’assemblea alla quale hanno partecipato anche il capogruppo alla camera Roberto Speranza, le componenti della segreteria nazionale Valentina Paris e Alessia Rotta e alcuni giovani parlamentari.Continua a leggere

fonte Europa quotidiano

Consumo di suolo, Villani (PD): “Dal centrodestra forzatura inaccettabile”

Comunicato Stampa
Consumo di suolo, Villani (PD): “Dal centrodestra forzatura inaccettabile”

Il progetto di legge sul consumo di suolo, approvato ieri sera in commissione Territorio in tutta fretta con i voti della sola maggioranza tra le proteste delle minoranze, sarà trattato dall’Aula del Consiglio regionale della Lombardia in due sedute distinte: quella di martedì 11 novembre, termine inizialmente fissato per il voto finale, e del 18 novembre per il voto finale. Una decisione questa presa da tutti i capigruppo, in una riunione tenutasi lunedì pomeriggio, per cercare una mediazione dopo quanto accaduto in Commissione Territorio durante la votazione del testo.
“Quanto accaduto lunedì in Commissione Territorio è inaccettabile – spiega il consigliere regionale del Pd Giuseppe Villani – che crea un pericoloso precedente e che toglie ogni voce alle opposizioni. A fronte di una nostra disponibilità a confrontarci sul merito della legge, la maggioranza ha preferito tirare dritto con una procedura illegittima, votando gli oltre mille emendamenti a blocchi, nel giro di un quarto d’ora, e addirittura approvando da sola anche l’intera legge. Non avevamo chiesto altro di poter discutere una legge fondamentale come questa in un tempo ragionevole. Non vogliamo certo bloccare una legge che la Lombardia aspetta da dieci anni – continua – ma ci opponiamo strenuamente ad un testo blindato che nei fatti, contraddicendo il suo stesso titolo, incentiva l’abuso del suolo. Nel testo non c’è niente sulle compensazioni ecologiche, non è previsto alcun incremento dei costi di costruzione sui terreni agricoli, né altri strumenti concreti per contenere il consumo di nuovi terreni. Il progetto di legge, al contrario, spinge i privati nei prossimi tre anni a presentare la propria richiesta di costruzione anche quando il mercato non lo chiede. E tutto questo lasciando intatti i residui, quei 600 milioni di metri quadri di aree edificabili che potranno essere costruite senza alcuna limitazione”.
Milano, 4 novembre 2014

PREVISIONI ECONOMICHE D’AUTUNNO: UNA LENTA RIPRESA

Nelle sue previsioni d’autunno la Commissione europea pronostica una crescita economica debole per il resto di quest’anno, sia nell’UE che nella zona euro.Per il 2014 la crescita del PIL reale dovrebbe raggiungere l’1,3% nell’UE e lo 0,8% nella zona euro, per poi salire lentamente nel corso del 2015, rispettivamente all’1,5% e all’1,1%, trainata da una maggiore domanda interna ed estera.
La strada è ancora lunga e per questo non smetteremo di chiedere investimenti e una politica più forte per la crescita e l’occupazione
Potete trovare tutti i dati a questo link:
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-1362_it.htm