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La vera Bolognina è quella di Renzi

Nel 1989 il Pci avrebbe dovuto ammettere che Craxi aveva ragione e che l’ideologia comunista non aveva più nulla da dire al secolo nuovo. È accaduto solo oggi, venticinque anni dopo

All’epoca dei fatti – l’autunno del 1989, venticinque anni fa – la “svolta” di Occhetto esplose nel Pci come una bomba termonucleare: per molti fu un lutto immedicabile, da cui non si sarebbero mai ripresi; per altri fu l’aprirsi di una speranza poi andata delusa; per molti altri (la maggioranza) fu un espediente necessario per continuare a far politica dopo il crollo del Muro di Berlino.

A 25 anni dalla caduta del Muro Berlino guida l’Europa
Oggi molte cose sono cambiate, e l’avvento di Renzi alla guida della sinistra italiana si può anche leggere come lo scioglimento definitivo, reale e irreversibile del Pci, e dunque come l’inveramento storico della “svolta”. Ma quel gesto improvviso (e l’anno e mezzo di discussioni laceranti che ne seguiranno) restano ancora nella memoria come un punto di non ritorno: una dissolvenza, una fine – sebbene Occhetto parlasse allora di “nuovo inizio”. Continua leggere

La buona scuola

0167E9U8395QLNon una riforma, non un adempimento burocratico, non un libro dei sogni.

Un patto, semplice e concreto.

L’Italia cambierà solo se noi metteremo al centro la scuola.

Noi possiamo mettere al centro la scuola solo se lo facciamo assieme agli studenti, ai professori, ai dirigenti scolastici, alle famiglie, al personale tecnico.

Il Parlamento può cambiare una legge. La scuola può cambiare un Paese.

Noi siamo pronti a fare la nostra parte, cambiando tutte le leggi che vanno cambiate.

Ma vi proponiamo di aiutarci a cambiare il Paese.

Come?

Molto semplice.

Qui trovate il rapporto sulla scuola, con le idee del Governo.

Dal 15 settembre al 15 novembre andremo scuola per scuola, aula per aula a raccogliere le vostre opinioni. Scriveteci, criticateci, diteci la vostra. Coinvolgetevi. Sono anni che fanno le riforme passando sopra la vostra testa. Stavolta, no. Vogliamo affrontare questa sfida insieme.

Noi vi proponiamo i dodici punti che trovate nell’elenco allegato: mai più precari, dal 2016 solo concorsi, basta supplenze, la scuola fa carriera, la scuola si aggiorna, scuola di vetro, sblocca scuola, scuola digitale, cultura in corpore sano, le nuove alfabetizzazioni, fondata sul lavoro, la scuola per tutti tutti per la scuola. Trovate i singoli punti nel documento allegato. Leggetelo, approfonditelo, discutetelo.

Poi nella legge di stabilità entro l’anno mettiamo i soldi che servono, per questo progetto e per l’edilizia scolastica. Da gennaio i testi di legge. Il 2015 – dopo una lunga discussione – diventa l’anno della sfida.

Vi propongo un patto, un patto educativo.

Noi sul tavolo mettiamo le idee che vedete e tutto il coraggio che abbiamo, per evitare il coro di lamentela dei rassegnati e dei cinici che già dicono: “Tanto non cambia mai nulla”

A voi chiedo di essere protagonisti e non spettatori.

Chi vuole bene all’Italia vuole bene alla scuola. Renderla più giusta e più rispettata è il nostro obiettivo. Lo facciamo insieme?

Matteo Renzi

matteo@governo.it

Scarica il Rapporto La Buona Scuola o leggi il
Rapporto sulla scuola

fonte Partito Democratico

Matteo Renzi: eNEWS 383

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Luglio 2014

Da centocinquanta giorni ho cambiato ruolo, vita e domicilio. Spero dunque di apparire ai miei amici delle E-News “assente giustificato”. Anche perché se in questo periodo non vi ho scritto, vi ho comunque intasato la vita con i tg, le interviste, la campagna elettorale. Adesso torno alle E-News. Non che fossi preoccupato per la vostra tenuta psicofisica senza newsletter, sia chiaro, lo so che vivete bene anche senza: lo faccio innanzitutto per me. Perché leggere i vostri commenti (matteo@governo.it) mi è fondamentale. Magari non riesco a rispondervi, me ne scuso, ma vi leggo. E specie adesso che è meno facile muoversi in libertà, in treno o in bici, capire cosa pensano davvero le persone è fondamentale. Dunque: – torno alle enews, anche se una volta al mese, non una volta alla settimana; – chi vuole cancellarsi, può farlo come di consueto. Questo vale immagino soprattutto per quei fiorentini che fossero interessati alle vicende cittadine (qui il mio saluto alla città); – se mi scrivete vi sono grato. Se non vi arrabbiate perché fatico a rispondere, lo sono ancora di più. L’E-News è un canale di dialogo aperto. Ma questo invio rischia di essere il riassunto delle puntate precedenti, di ciò che abbiamo fatto. E forse anche un sommario di ciò che stiamo facendo. Ecco perché cerco di non girare troppo intorno e vado al sodo. Noi pensiamo che l’Italia sia nelle condizioni di guidare l’Europa. Che la qualità di vita e di valori di questo Paese possa essere assicurata anche per il futuro. Che il mondo globalizzato ci dia più occasioni che problemi. è una lettura, sia chiaro. Una visione discutibile, se volete. Ma è il nostro orizzonte. Noi siamo qui. Non ci troverete mai nell’elenco dei rassegnati per professione, dei disprezzatori di noi stessi, dei pessimisti per vocazione. L’Italia che noi stiamo guidando è un’Italia che ha tutti i numeri per restituire speranza. Per farlo, però, i politici devono cambiare l’Italia. Iniziando dal cambiare la politica.

Ecco perché:

1. Riforma della legge elettorale. Modello legge elettorale dei sindaci: un vincitore – eventualmente con ballottaggio – che ha i numeri per governare. Se non governa è colpa sua, non ha alibi. Quando arrivano le elezioni i politici devono spiegare cosa hanno fatto, non inventarsi scuse sul perché non lo hanno fatto. L’Italicum va in questa direzione. è stato già approvato alla Camera. Sarà modificato dal Senato e diventerà legge definitivamente.

2. Riforma costituzionale. Superare il bicameralismo perfetto, che esiste solo in Italia. Semplificare il percorso legislativo per evitare l’eccesso di decreti legge. Ridurre e chiarire i poteri delle Regioni, eliminando le manie di grandezza di certi consigli regionali. Eliminare enti ormai inutili come il CNEL. Ridurre il numero delle persone che compongono il ceto politico, percorso già iniziato con le Province. In queste ore i senatori che sostengono la riforma e che stanno subendo l’ostruzionismo di una piccola parte dei loro colleghi stanno dimostrando il senso delle istituzioni più straordinario che si possa chiedere. Approveremo la riforma in prima lettura, nonostante le urla e gli insulti.

3. Riforme di sistema. Semplificare i tre settori in cui più forte è l’impatto nella vita quotidiana: pubblica amministrazione, fisco e giustizia. Nel merito. Sulla PA abbiamo il Decreto Legge al voto della Camera e il disegno di legge delega che sarà affrontato alla ripresa dei lavori parlamentari. La logica è che alla fine del percorso dei mille giorni un cittadino non farà mai più la coda a uno sportello pubblico, ma riceverà a casa – fisicamente o online – tutto ciò che gli serve: perché un certificato è un diritto, non una concessione. Il fisco ha visto l’approvazione dei primi atti della legge delega nella logica di semplificazione, il cui simbolo è l’invio a casa dei cittadini nel 2015 della dichiarazione dei redditi precompilata. Continua a leggere →

Renzi scrive a Juncker

La lettera a Juncker con cui Matteo Renzi indica ufficialmente Federica Mogherini per il ruolo di Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europa (fonte Instagram – Nomfup)

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Primo piano

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Bocciata la parità. Renzi: nelle liste PD ci sarà comunque

L’Aula della Camera ha bocciato le quote rosa nella nuova legge elettorale respingendo gli emendamenti a favore dell’alternanza di genere e sui capilista.

“Il Pd rispetta il voto del Parlamento sulla parità di genere. Ma rispetta anche l’impegno sancito dalla direzione su proposta del segretario: nelle liste democratiche l’alternanza sarà assicurata. “Ho mantenuto la parità di genere da presidente della Provincia, da Sindaco, da Segretario, da Presidente del consiglio dei ministri. Non intendo smettere adesso”, ha assicurato il premierMatteo Renzi sul suo profilo Facebook.

La stessa promessa è stato ribadita anche su Twitter

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fonte Partito Democratico

Una inqualificabile escalation

Guerini_pd“Una inqualificabile escalation di episodi gravissimi. Il Movimento Cinque Stelle nei suoi gesti in Parlamento di queste ultime ore si mostra una compagine di violenti che offende la democrazia e le Istituzioni.

Ostruzionismo cieco, insulti da bar sport contro le parlamentari del PD, occupazioni selvagge di Commissioni, fino ad arrivare ad impedire al capogruppo democratico Speranza di parlare in sala stampa. La misura è colma, non possiamo più tollerare un simile modo di agire da squadristi. Una deriva che preoccupa tutte le persone che hanno a cuore la democrazia e le sue Istituzioni”. Così Lorenzo Guerini, portavoce della Segreteria nazionale del PD. Continua al leggere

Il segretario scrive la sua ricetta

08 gennaio 2014
eNEWS 381

Abbiamo dato una bella scossa con la prima enews dell’anno, quella del 2 gennaio scorso. Ricordate? Abbiamo messo in campo tre ipotesi di legge elettorale e chiesto a tutti di chiudere. In questo secondo appuntamento del 2014, provo a fare la sintesi del punto in cui siamo e ad anticipare i contenuti della riflessione sul lavoro di cui parliamo dalla campagna elettorale.

Legge elettorale. Abbiamo offerto tre ipotesi di lavoro (rivisitazioni del sistema spagnolo, del Mattarellum, del doppio turno). Gli altri partiti ne stanno discutendo. Noi aspettiamo le loro valutazioni e ci riuniamo il 16 gennaio, in direzione, per chiudere con la nostra proposta. A mio giudizio ci sono le condizioni per definire un accordo che sarebbe davvero straordinario: sistemare in un mese quello che non si è fatto negli ultimi otto anni. Incrociamo le dita e stringiamo i denti. Mi dicono: ma vedrai Berlusconi? E Grillo? E Alfano? Sono pronto a incontrare tutti, purché si chiuda su una cosa che serva agli italiani. Se deve essere il modo di perdere tempo e prendere un caffè, lo prendo con i miei amici che mi diverto di più. Se serve a chiudere sulla legge elettorale, ci siamo.

Riforma del Senato. Noi andiamo in riunione dai Senatori del PD il prossimo 14 gennaio. Ci guardiamo in faccia. E a loro chiediamo di presentare il disegno di legge costituzionale per cambiare il Senato, trasformandolo in Camera delle Autonomie. Il supplemento della domenica del Sole 24 Ore ha rilanciato una proposta suggestiva: coinvolgere i mondi della cultura in questo organismo. Potrebbe essere una base di discussione a condizione che non sia elettivo e sia invece un incarico gratuito. Lo so, non è facile, ma eliminare il bicameralismo come lo conosciamo oggi sarebbe un passaggio storico. E sarebbe il segnale che la politica ha finalmente recepito il messaggio di cambiamento che è arrivato dai cittadini anche con le primarie. Poi, passaggio successivo, abbassamento numeri e compensi dei consiglieri regionali. Uno alla volta, per carità!

Eliminazione dei politici delle Province. Il disegno di legge Delrio è passato alla Camera. Adesso aspettiamo che il Senato dia il via libera definitivo a gennaio. Primo passo verso il miliardo di euro di risparmi dei costi della politica. Sul quale rinnovo l’appello ai deputati 5 stelle: se davvero pensate che sia un bluff, perché non venite a vedere le carte? Vediamo chi è che sta facendo il furbetto: io credo che gli elettori 5 stelle si stiano rendendo conto che protestare e basta non è sufficiente. Ecco perché continuo a sfidare i rappresentanti di quel movimento lì: perché la base, la loro base, quelli che li hanno votati, che stanno chiedendo di fare gli accordi. E a nulla serve che l’imponente apparato di comunicazione di Beppe Grillo – pagato con soldi pubblici, perché per quanto mi risulta i 5 Stelle hanno rinunciato al finanziamento pubblico dei partiti, ma prendono tutti i soldi fino all’ultimo centesimo del finanziamento pubblico dei gruppi parlamentari: chissà se prima o poi ci diranno quanti milioni di euro spendono pagati dal contribuente! – bombardi la rete con i propri utenti, veri e finti: il punto centrale è che Grillo perde consenso. L’avete visto in Trentino Alto Adige? Adesso ha avuto paura a candidarsi in Sardegna. Per forza. Grillo si rende conto che la tattica di non fare niente alla lunga non paga. Eppure tra i 5 Stelle in Parlamento c’è chi urla e chi sbraita, ma alcuni sono veramente bravi, studiano i dossier, sono preparati, sono animati dal desiderio di fare il bene dell’Italia: cosa aspettano a farsi sentire? Non si tratta di fare un accordo vecchio stile o un baratto di poltrone, né di fare un Governo insieme: semplicemente di ridurre i costi della politica. Voi che dite: alla fine ci staranno?

Scuola. Ho fatto tutta la campagna elettorale dicendo: il problema degli insegnanti è di dignità, prima che economico. è vero, guadagnano poco. Ma soprattutto sono poco considerati. Noi cambieremo verso e recupereremo il loro ruolo coinvolgendoli in una grande campagna per la riforma scolastica. Bene. Non ho fatto in tempo a dirlo che una di quelle decisioni ragionieristiche allucinanti del Governo ha tagliato agli insegnanti 150 euro al mese. Ora, a me va bene tutto. Ma le figuracce gratis anche no. Stamattina il Governo ci ha messo una pezza. Era già accaduto con le slot machines, con gli affitti d’oro, con le polemiche dell’ANCI: dobbiamo trovare un modo diverso di lavorare insieme. Non sono affezionato alle liturgie della prima repubblica con gli incontri di delegazioni: mi è sufficiente che si prenda un impegno chiaro con i cittadini e si rispetti. Continua a leggere →