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Inaccettabile ogni tipo di violenza

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Province, ecco come cambiano

C’erano una volta le province. Ma dal primo gennaio 2015 si chiameranno città metropolitane (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria) e, nelle more della riforma costituzionale del Titolo V, enti di area vasta.

La Camera, infatti, ha dato questa mattina il via libera definitivo al disegno di legge Delrio con 260 voti favorevoli, 158 contrari e sette astenuti, senza ricorso alla fiducia, a differenza di quanto avvenuto la settimana scorsa al Senato. Le proposte di modifica presentate dalle opposizioni sono state tutte respinte. Continua a leggere

Approfondimento

Via libera del Senato alla fiducia sul ddl che rigurda Province e città metropolitane: 160 i voti a favore, 133 quelli contrari. Il testo torna ora alla Camera per la terza lettura. Con il ddl Delrio sulle città metropolitane, le Province, unioni e fusioni di Comuni si modifica la struttura degli enti locali, in attesa della riforma del titolo V della Costituzione che modificherà nuovamente organi e funzioni.

Nascono le città metropolitane e le aree vaste, ossia fusioni di Comuni, a loro spetteranno i compiti oggi ricoperti dalle Province. Le città metropolitane sono nove: Torino, Milano Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Reggio Calabria, alle quali si aggiunge Roma Capitale a cui è dedicato un capitolo a parte del provvedimento visto il suo status di Capitale. Continua a leggere

fonte L’Unità

Intervista con Alessandro Alfieri, capogruppo uscente

Il video della diretta su BlogDem, con Fabio Pizzul

Alessandro Alfieri, attuale capogruppo del PD in Consiglio regionale, è stato eletto domenica 16 febbraio nuovo segretario regionale del Partito Democratico. Il gruppo quindi è ora chiamato ad eleggere, nei prossimi giorni, un nuovo capogruppo. Di questo, del lavoro fatto fino ad oggi e dei progetti futuri abbiamo discusso nella diretta web di questa settimana, su BlogDem

Dov’è finita la concretezza lombarda?

testataA Kiev si muore per l’Europa, in Italia qualcuno si ostina a considerare l’Europa come il problema di tutti i problemi. Paradossi di una stagione in cui pare che più che preoccuparsi dei problemi e del futuro sia, almeno in Italia e in Lombardia, più importante conquistare consensi o tenersi ben strette le simpatie dei propri elettori. Lo abbiamo visto a Roma, durante le consultazioni del premier incaricato Renzi per formare il nuovo governo. Il leader della Lega Matteo Salvini non ha minimamente voluto entrare nel merito di riforme o programmi, si è limitato ad utilizzare la ribalta istituzionale per segnalare di essere contro tutto e contro tutti e ribadire come l’Euro sia il problema più grande per l’Italia e gli italiani. Speculare l’atteggiamento del leader dei 5 Stelle Grillo, preoccupato di evitare qualsiasi dialogo e concentrato sul modo in cui tenersi lontano da qualsiasi contaminazione con istituzioni considerate come un ricettacolo di tutti i vizi e gli opportunismi possibili. La campagna elettorale per le Europee evidentemente è già iniziata e la conquista del consenso pare mettere in secondo piano qualsiasi altra considerazione, interesse dei cittadini compreso.  Accade così che si tenta di contrabbandare come priorità e scelte strategiche. Continua a leggere

La presunta moneta padana e altre acrobazie

500000Lire1996Due mesi abbondanti di lavoro per vedersi poi spuntare… La moneta padana. La legge sulla semplificazione e la competitività ha concluso il suo iter in commissione con il botto. Almeno così pensano i leghisti che si sono incaponiti nel mantenere tra gli strumenti fondamentali per il rilancio delle aziende lombarde l’introduzione di una valuta parallela che, ovviamente, non può che far pensare a un’alternativa all’odiato e vituperato Euro. Se poi si va a leggere il testo della legge, ci si accorge che, nelle tre righe dedicate alla questione, si parla di uno strumento elettronico di compensazione per debiti e crediti tra aziende e pubblica amministrazione. Chi già si immaginava una bella banconota verde con l’effigie di Alberto da Giussano o il Sole delle Alpi rischia dunque di rimanere deluso.  Andrebbe poi spiegato ai cittadini, e soprattutto alle imprese, che cosa c’azzecchi il can-can mediatico di questi giorni sulla valuta parallela con le misure previste dalla legge, ovvero la semplificazione delle procedure e dei controlli, l’agevolazione per l’accesso al credito e la contrattazione territoriale, strumenti condivisi e costruiti assieme da maggioranza e opposizione nel corso dei lavori di commissione. Si deve, ad esempio, proprio al Pd l’attenzione alle imprese che già operano sul territorio lombardo (e non solo a quelle che potrebbero approdarvi) o l’insistenza sulla necessità che le misure previste abbiano conseguenze positive sul mantenimento o la creazione di posti di lavoro. Continua a leggere

fonte NovitàSettegiorni (newsletters del PD regione Lombardia)