Archivi tag: partito democratico

Riforma elettorale: Italicum

10710939_10152546253751896_2477433503898342765_n

Inaccettabile ogni tipo di violenza

10805632_1504199409833864_4287239502293857408_n

La vera Bolognina è quella di Renzi

Nel 1989 il Pci avrebbe dovuto ammettere che Craxi aveva ragione e che l’ideologia comunista non aveva più nulla da dire al secolo nuovo. È accaduto solo oggi, venticinque anni dopo

All’epoca dei fatti – l’autunno del 1989, venticinque anni fa – la “svolta” di Occhetto esplose nel Pci come una bomba termonucleare: per molti fu un lutto immedicabile, da cui non si sarebbero mai ripresi; per altri fu l’aprirsi di una speranza poi andata delusa; per molti altri (la maggioranza) fu un espediente necessario per continuare a far politica dopo il crollo del Muro di Berlino.

A 25 anni dalla caduta del Muro Berlino guida l’Europa
Oggi molte cose sono cambiate, e l’avvento di Renzi alla guida della sinistra italiana si può anche leggere come lo scioglimento definitivo, reale e irreversibile del Pci, e dunque come l’inveramento storico della “svolta”. Ma quel gesto improvviso (e l’anno e mezzo di discussioni laceranti che ne seguiranno) restano ancora nella memoria come un punto di non ritorno: una dissolvenza, una fine – sebbene Occhetto parlasse allora di “nuovo inizio”. Continua leggere

Parlare chiaramente

In Aula è andato il Ministro dell’Interno e ci andrà il Presidente del Consiglio. A loro spetta la responsabilità di illustrare i fatti. Già qualche settimana fa Letta ha chiesto a un ministro di farsi da parte. Sarà lui, che è il primo ministro, a decidere cosa sia più opportuno fare e se le spiegazioni offerte siano convincenti. Su questa partita aspettiamo cosa dirà Enrico Letta nella sede suprema, che è quella del Parlamento. Personalmente penso che in questi casi dire la verità sia l’arma più potente per un politico. Raccontare come sono andate le cose, assumersi le responsabilità, parlare con il linguaggio della chiarezza è un investimento di credibilità per l’oggi e per il domani. Sono certo che il nostro Presidente del Consiglio non mancherà di parlare chiaramente, qualunque strada decida di percorrere.
Così l’attuale premier quando c’era il premier di prima (il ministro è rimasto lo stesso). Tutto giusto, infatti ci saremmo aspettati che ieri Alfano spiegasse e, invece, si è concesso un intervento autocelebrativo senza rispondere – come gli è già capitato per il caso sopra richiamato – ad alcuna domanda. La mozione di sfiducia era scritta male e conteneva passaggi molto discutibili, ma ancora peggiore (anche perché inesistente) è stata la risposta di Alfano, che si è addirittura permesso di dire che non c’è alcuna discrepanza tra la versione di Zoro (per capirci) e la sua, nonostante le osservazioni di Carlo Bonini, tra le moltissime altre, dimostrassero esattamente il contrario. Per questo motivo, ho deciso di votare la sfiducia al ministro. Avevo atteso una settimana per conoscere l’opinione del premier in proposito, ma questa volta non ha avuto il risalto di quell’altra volta, diciamo così.

fonte http://www.ciwati.it

La buona Scuola a Pavia

10736073_10205464405316643_1761869005_n

Serracchiani: “Rispetto dei ruoli: decide il governo, non i sindacati”

«Il Governo deve fare le riforme. In fretta. Ma si pretende anche chiarezza e rispetto dei ruoli. Il cambiamento deve avvenire su molti fronti compresi settori delicatissimi come il lavoro. Ascoltare sì, sempre: però a decidere dev`essere chi governa».

Debora Serracchiani, presidente del Friuli-Venezia Giulia e vice di Matteo Renzi alla segreteria nazionale del Pd, smorza i toni della durezza che anima le parole del premier, ma non modifica la sostanza.

Presidente, Renzi ha detto a Brescia che qualcuno vuole spaccare il Paese. Ma per la verità il premier ha tutta l`aria di non disprezzare il muro contro muro.

«Il sindacato può, anzi deve collaborare a risolvere il problema di tutto il Paese: creare posti di lavoro. Il dialogo in realtà non è mai venuto meno, ma con metodi e luoghi appropriati. Nessuno vuole il conflitto».

Come dire: non si devono allargare?

«A noi serve un dialogo positivo, non una rottura. Abbiamo bisogno di contributi d`idee, è innegabile. Tuttavia è difficile maturare una condivisione sul lavoro quando ci si ritrovi attorno al tavolo su posizioni diametralmente opposte. In ogni caso alla fine chi deve mettere in campo politiche efficaci per l`occupazione e le imprese è il Governo, nessun altro».

Eppure la Cgil contesta proprio la mancanza di confronto.

«Ci siamo sempre stati ai tavoli propri e importanti. Nessuno si è mai sottratto». Continua a leggere →

Bonus Bebè

15270_10152520859076896_7974410760632671756_nI

Il lavoro non è un gioco

70U3922P70D57

“Se vogliono contestare il governo lo facciano” senza fare del mondo del lavoro “un campo di gioco di uno scontro politico. Si affrontino le questioni del Jobs act. Se si vuole attaccare il governo ci sono altre strade, senza sfruttare il dolore dei disoccupati e dei precari, perché il mio cuore è con loro: l’unico modo di vincere la disoccupazione è quello di creare posti di lavoro, di far dimagrire i politici e la politica”, afferma il presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervenendo all’assemblea degli industriali a Brescia.

“C’è l’idea di fare del lavoro il luogo dello scontro, mettendo uno contro gli altri. Ma questa è una delle idee che ha bloccato l’Italia, per 20 anni. Non esiste una doppia Italia, esiste solo un’Italia di chi vuole bene ai propri figli. Vogliono contestare il governo o il premier? Se vogliono contestare, lo facciano, ma non usino il mondo del lavoro come un campo di gioco di una partita politica, usando chi è senza lavoro”. Continua a leggere

Referendum lombardo

Il referendum sulla Regione a statuto speciale è solo propaganda politica e Maroni vuole spenderci ben 30 milioni di euro dei lombardi. È aperto un dibattito in Parlamento sulla riorganizzazione dello Stato ed è in quella sede, in modo serio, che la Lombardia deve impegnarsi per guadagnare quegli spazi di autonomia che da sempre rivendica. Ha davvero poco senso parlare di mancanza di risorse quando il governo, attuando i costi standard, come ammette lo stesso Maroni, dà alla nostra Regione ben un miliardo in più per la sanità.
Si utilizzino bene quelle risorse, tagliando davvero e da subito i ticket regionali. I trenta milioni, invece, si utilizzino da subito per porre rimedio alle tante emergenze che il maltempo di questa estate anomala ha creato in diversi territori della Lombardia.

Fonte PD Lombardia

Programma Festa de L’UNITA’ nazionale

Programma_festa_unità_nazionale_2014

Tutti gli appuntamenti con un click: www.festaunita.it

Segui o rivedi i dibattiti su: youdem.tv

l programma completo della Festa Nazionale e Provinciale de L’Unità di Bologna.

Per visionare la versione sfogliabile attendere qualche istante il caricamento qui sotto.
Per la versione PDF clicca qui.